Residuo di tessuto tiroideo durante l’intervento

Z. M. all’epoca di anni 57, presenta un aumento di volume della ghiandola tiroidea, per una patologia assolutamente benigna (gozzo).

L’ecografia, praticata il 6.6.06 evidenzia “lobo destro ingrandito, con grosso nodulo di mm 40 (4 cm) che tende a sconfinare nella regione retro-sternale”.

In sostanza, il gozzo oltre a localizzarsi della regione anteriore del collo, si prolunga al di sotto della gabbia toracica (sotto lo sterno). Detto gozzo aumenta di dimensioni, confermate all’ecografia del 23.2.07 ed all’esame radiografico del 3.5.07, dove si conferma l’estensione endotoracica del processo espansivo benigno.

Il 4.5.07, la paziente viene operata di tiroidectomia totale.

Dopo quattro anni si eseguono dosaggi ormonali ed i sanitari vengono sorpresi nel rilevare che vi è notevole produzione di ormone tiroideo.

Il dubbio è legittimo: se abbiamo asportato l’intera tiroide, come mai tale ghiandola continua a produrre l’ormone? Dopo numerosi controlli, si rileva (4.6.12) un ipertiroidismo sub-clinico, con il riscontro scintigrafico (1.8.12) di residuo retro-sternale di tessuto della tiroide delle dimensioni di centimetri 8,5 × 7,6 × 8,9!!!

Si tenta, invano, terapia con Tapazole e persino dannosissimo uso di radioiodio, benché sconsigliato ai controlli del 20.12.12 e 23.9.13.

In sostanza, i chirurghi hanno “dimenticato” un voluminoso residuo di tessuto tiroideo retro-sternale durante l’intervento del 4.5.07, non accorgendosi dell’errore.

Ne è conseguito notevole sviluppo volumetrico del residuo ghiandolare, curato molto tardivamente e solo dopo sei anni, si riscontra che esso si è notevolmente ingrandito, rispetto alle dimensioni precedenti, tanto da non essere più sensibile alle terapie, né operabile. Il destino della paziente appare purtroppo “segnato”, in quanto attualmente si parla di tossicosi tiroidea (grave danno ormonale) con altissimi rischi, sia di degenerazione verso la tiroidite, sia verso un carcinoma che, com’è ovvio prevedere in una patologia inoperabile, determinerà senza dubbio la morte della paziente.