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Frattura pluriframmentaria e scomposta dell’epifisi distale del radio destro

A.M di anni 66, in data 14.3.14, riporta frattura pluriframmentaria e scomposta dell’epifisi distale del radio destro, caratterizzata da composizione e dislocazione di grosso frammento.

Per errata scelta operatoria, viene apposto fissatore esterno che, già nelle premesse, giammai avrebbe acconsentito un accostamento del frammento dislocato, essendo esso utile solo per allineare i monconi di frattura.

In quell’occasione sarebbe stato più adeguato apporre placca avvitata per via chirurgica, consentendo così una corretta “composizione” dei vari frammenti.

Nel periodo successivo, com’era ovvio provvedere, la callificazione viene a realizzarsi in modo gravemente “viziato”, con comparsa di grave sindrome algodistrifca e blocco articolare acuto dei movimenti del polso.

L’11.7.14, si deve necessariamente, pertanto, procedere a nuovo intervento chirurgico nel corso del quale gli ortopedici si vedono costretti a “rifratturare” il radio, apponendo osso sintetico a livello della lesione, ricomponendo la frattura di apponendo fissatore esterno più vite di stabilizzazione.

Alla data del 13/11/2014, riscontro radiografico di grave dislocazione dei frammenti di frattura (non ancora consolidati) e dello stesso osso sintetico, notevolmente “migrato” dorsalmente.

Il tutto, associato a grave osteoporosi, sindrome algodistrofica e disturbi funzionali della mano. Nessun altro sanitario si è potuto assumere la responsabilità d’ intervenire su una condizione di tale gravità, per l’alto rischio di ulteriore peggioramento chirurgico, anche alla luce della gravissima rarefazione ossea (Morbo di Sudek), associata a flogosi cronica di polso, caratterizzata da vistosa falda di versamento articolare a quel livello.

Residuano, pertanto, pseudoartrosi del radio (mancata callificazione) è gravissimo deficit funzionale di polso e mano.