Intervento chirurgico per adenoma della ghiandola parotide

M.C. di anni 46, in data 12.12.12, viene sottoposto ad intervento chirurgico per adenoma della ghiandola parotide (salivare) di destra, così come descritto nella cartella clinica: “Parotidectomia superiore destra. Taglio di Redon, l’intervento è reso particolarmente difficoltoso per l’impossibilità di reperire il tronco comune del nervo perché dislocato in profondità dal tumore, si effettua la dissezione per via centripeta dai rami periferici al tronco comune, rimuovendo la neoplasia con tutto il lobo superficiale. Alla fine dell’intervento si può verificare l’integrità del nervo sia del ramo cervicale che temporo-frontale. Sutura per piani apposizione di tubo di drenaggio. Medicazione”.

A soli cinque giorni dall’intervento, viene a riscontrarsi la presenza di lesione chirurgica del nervo facciale, con conseguenti disturbi della mobilità palpebrale inferiore destra e del muscolo orbicolare delle labbra. Sorprende che, in assenza di qualunque coinvolgimento del tronco venoso, riscontrato  integro al termine dell’atto operatorio, questo venga invece ad essere sezionato per chiaro errore chirurgico.

Lo stesso modulo del consenso informato, sottoscritto del paziente, nulla riferisce in tal senso.

Al di là, quindi dell’errore chirurgico, va segnalata la dubbia “fedeltà” con cui il verbale operatorio è stato compilato dai sanitari che sono intervenuti.

Al paziente residuano, ormai, gravi danni inemendabili sia a livello oculare (lagoftalmo) e difficoltà della chiusura palpebrale destra, anche nel sonno e deficit nei movimenti dell’emilabbro omolaterale.