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Infarto per errore farmacologico

D.S.P., di anni 63, portatore di stento coronarico ed in terapia con Cardioaspirina, in data 27.2.12 si ricovera presso……… omissis….. onde praticare intervento chirurgico di protesizzazione di anca destra, programmato per il 6.3.12.

Pertanto, il 4.3.12, sospende l’assunzione del farmaco, così come doveroso, per evitare il rischio emorragico intraoperatorio, legato all’assunzione della Cardioaspirina, provvista di attività antiaggregante.

Per un’agitazione sindacale degli anestesisti, l’intervento (non urgente) viene differito al 13.3.12, per cui la somministrazione farmacologica, inizialmente sospesa, non viene ripristinata così come invece doveroso.

Infatti, per grave negligenza dei sanitari ospedalieri, il paziente rimane “scoperto” della indispensabile terapia per ben nove giorni (4.3.12 – 13.3.12) presentando, quindi, una eccessiva coagula abilità del sangue. Ne consegue che, durante l’intervento chirurgico di protesizzazione articolare del 13.3.12, egli presenta un infarto miocardico conseguente, al mancato effetto farmacologico antiaggregante, con conseguente decesso.