Richiesta risarcimento per danni biologici

Domande e risposteCategoria: Cause di malasanitàRichiesta risarcimento per danni biologici
Anonimo ha scritto 6 anni fa

Egregio Dottore,
Le volevo sottoporre brevemente la mia storia, a Gennaio 2012 mi rendo conto che da una settimana sono diventato stitico , cosa inusuale per me da sempre, consigliato dal medico di famiglia eseguo il 09/01/2012 una colonscopia dalle CONCLUSIONI : QUADRO COMPATIBILE CON DIVERTICOLITE. Il gastroenterologo prescrive allora antibiotici, fermenti lattici e Normix per due settimane. Ma la situazione non cambia e così in data 22/01/12 in seguito a forti dolori localizzati sul basso ventre mi reco al Pronto Soccorso dell’ospedale della mia città, qui, in seguito ai risultati di alcuni esami tra cui l’ECO ADDOME praticatomi in pronto soccorso, refertava EVIDENTE INSPESSIMENTO DELLE PARETI DEL SIGMA – E’ PRESENTE UNA RACCOLTA FLUIDO – CORPUSCOLATA DI CIRCA 5 cm. IN IPOGASTRIO – A POCA DISTANZA DEL SIGMA.
Vengo ricoverato in CHIRURGIA GENERALE con diagnosi di ASCESSO PERISIGMOIDEO IN RECENTE DIVERTICOLITE. Inizio una terapia parenterale, antibiotici, ghiaccio. In data 30/01/12 mi viene eseguita TAC con risultato: SI CONFERMA RACCOLTA ASCESSUALE IN PERI-SIGMOIDEA ANTERIORE – STRIE DI SPESSIMENTO REATTIVO CHE CONTATTANO LA CUPOLA VESCICALE ED IL PROFILO INTERNO DELLA PARETE ADDOMINALE ANTERIORE – ADENOPATIE REATTIVE DEL MESODIGMA DI MASSIMO 1 cm ED IN ILIACA COMUNE SINISTRA DI 2 cm. CIRCA – NON FALDE FLUIDE A LIVELLO DELLO SCAVO PELVICO. ASPETTO RIGIDO DI TRATTO DEL SIGMA, ANCHE IN DECUBITO PRONO,………. Così in data 31/01/12 vengo mandato in radiologia per il drenaggio dell’ascesso. Ma il Radiologo responsabile , dopo aver effettuato un’eco addome, si rifiuta di effettuare il drenaggio temendo il pericolo di rottura dell’ascesso e come si evince da referto NON CHIARA EVIDENZA DI RACCOLTE ASCESSUALI COLLIQUATE IN SCAVO PELVICO – CONGLOMERATO DI ANSE E INTERESSAMENTO DEL CELLULARE LASSO PERI-SIGMOIDEO.
Secondo i chirurghi del reparto la situazione era migliorata tanto che in data 02/02/12 vengo dimesso con il seguente DECORSO CLINICO E COMMENTI : MIGLIORAMENTO DEL QUADRO SINTOMATOLOGICO CON TERAPIA ANTIBIOTICA E PARENTERALE – ESEGUITA VALUTAZIONE DEL RADIOLOGO INTERVENTISTA PER EVENTUALE DRENAGGIO PRECUTANEO CHE, PER LE ESIGUE DIMENSIONI DELLA RACCOLTA, NON HA POSTO INDICAZIONI A TALE TRATTAMENTO. PROSEGUE TERAPIA ANTIBIOTICA E DIETA CON POCHE SCORIE – SI RIMANDA A VISITA DI CONTROLLO IL 16/02/2012 PER DECIDERE EVENTUALE TRATTAMENTO CHIRURGICO.
Il giorno 16, nonostante io riferii che dalle dimissioni ad oggi avevo avuto sempre febbre e dolori e telefonato più volte al reparto per questi motivi ed ero sempre stato rassicurato che era normale, la visita di controllo recita così : AL CONTROLLO ODIERNO ADDOME TRATTABILE – DOLENZIA IN SEDE SOPRAPUBICA – NELLA SETTIMANA SCORSA EPISODIO DI INFLUENZA IN RISOLUZIONE – SI RIMANDA TRA 7 GIORNI CON ESAME DELLE URINE- ……prescrizione medicinali…..
Ebbi la netta sensazione che non sapevano che fare e contattai chirurghi del Policlinico Umberto I a Roma, a 400 Km da casa mia, ai quali riferii tutto. Risultato: Domenica 19/02/12 ero già ricoverato al Policlinico Umberto I .
Vengono rifatte la TAC e tutti gli esami possibili ed immaginabili ma, intanto dopo poco, nell’atto di urinare mi escono fuori delle bolle d’aria . Prontamente riferito l’accaduto allo staff medico che ci spiega che fa fistola formatasi con il tempo si era poggiata sulla vescica e pertanto la stessa si era perforata.
Si decide quindi, per l’intervento chirurgico che prevedeva due fasi, prima la sutura della vescica e poi la resezione del colon. Dodici ore di sala operatoria . TUTTO OK.
Ancora oggi però non riesco a trattenere l’urina avvertendo forti dolori e bruciori alla vescica che non mi permettono, a volte, nemmeno di stare in piedi e di camminare. Per questo ho eseguito visite specifiche presso urologi ma mi hanno detto che non c’è nessuna cura specifica e che tutto è stato causato dal riversamento di feci nella vescica ( che, ricordo, al tempo del ricovero a Potenza la vescica non era ancora bucata e la fistola era di dimensioni ridotte) .
La domanda è se tutto questo si sarebbe potuto evitare se i tempi di intervento fossero stati rapidi. Al tempo del ricovero al San Carlo di Potenza il quadro clinico era diverso da quello che ha obbligato l’intervento chirurgico.
Mi chiedo se i medici dell’ospedale della mia città siano stati poco scrupolosi o incapaci di agire.
Egregio Dottore, cosa mi consiglia. Potrebbero sussistere gli estremi per una richiesta di risarcimento?
Confido in una Sua gentile risposta. Grazie. Cordiali saluti
Antonio