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Intervento spostato

Anonimo ha scritto 7 anni fa

Salve,
mi sono tolta la soddisfazione di dirne due ad un primario di una chirurgia che ha spostato intervento di tre giorni a mio marito.
Ora, poichè pare sia un “vizio” se non un “dolo” del spracitato elemento, mi chiedo se per legge si può spostare un intervento organizzato con tanto di preparazione preoperatoria a carico del paziente stesso al proprio domicilio, senza chiari elementi, nonostante la mattina stessa per telefono mi avessero confermato l’intervento.
Nel pmeriggio ho avuto la sorpresa.Ora mi chiedo : mio marito è affetto da patologia complessa ed io avevo chiesto di non spostare il giorno per organizzarmi anche con i trasporti, visto che sono disabile. é stato etico tutto questo?
Mi piacerebbe sapere se esiste una etica medica a tal proposito con tanto di normativa da leggermi e inviarne una copia al suddetto “che mi ha lasciato” tanta amarezza dentro.
Il chirurgo che mi ha seguito il marito mi ha dato ragione e so che ha preso le mie difese, andrà presto in pensione e perderemo un valido medico.
Ma per chi resta che accadrà?
Inoltre è corretto il “sequestro” perpetrato verso di me da parte di un altro medico che mi ha letteralmente rinchiusa prendendomi per un braccio, in studio adducendo prima al fatto che forse ero ipotiroidea quindi con crisi isteriche, e subito dopo instabile emotivamemtne per la sclerosi multipla. Purtroppo non vi erano testimoni, ne avessi avuti avrei fatto un caso nazionale…voleva sapere perchè mi ero tanto innervosita. dopo mi ha chiesto scusa, anche percè lo ho minacciato a mia volta di scorrettezza.
il codice deontologico permette che si spostino gli interventi di pazienti già preparati la sera prima dell’intervento?
grazie per il lavoro che fate per noi.
ancora una domanda, circola voce che vogliano chiudere un centro SM, inviandoci fuori città, come potremo difenderci contro questo sopruso perpetrato per il risparmio?
Alda

1 Risposte
Dott. Silvio Savoia ha risposto 7 anni fa

Mia cara Alda,
gli interventi di “elezione”, cioè quelli non urgenti e non procrastinabili, possono essere differiti per esigenze di servizio. Quello che puoi fare tu, se ritieni che tali esigenze non fossero tali, è solo un esposto alla Diorezione Sanitaria dell’Ospedale. Per il resto, devi purtroppo accettare il “disservizio”, se di questo si tratta. La chiusura del Centro di Salute Mentale è una decisione che spetta all’Amministrazione, contro la quale potrai agire facendoti tutelare dalle apposite associazioni (ad esempio Tribunale del malato). Per quanto attiene al comportamento del medico che ti ha così brutalmente trattato, non penso che tu possa agire, in assenza di testimoni. Lo so che è poco, ma ti prego di accettare la mia piena solidarietà. Con sincero affetto