Intervento polso sx con sintesi – placca e viti e ingessatura gramba dx per frattura tibia e perone

Domande e risposteCategoria: Cause di malasanitàIntervento polso sx con sintesi – placca e viti e ingessatura gramba dx per frattura tibia e perone
Anonimo ha scritto 4 anni fa

Gentile Dottore, il 21 luglio 2014 a seguito di incidente stradale venivo trasportato dal 118 ad un ospedale della città di Palermo. RX pronto soccorso: Frattura diafisaria al III distale della tibia DX con aspetto appuntito del moncone distale. Frattura parzialmente scomposta dell’estremo diafisario prossimale del perone DX. Frattura pluriframmentaria scomposta dell’epifisi distale del radio SN. In atto non evidenza di lesioni ossee traumatiche recenti radiologicamente apprezzabili ai restanti ambiti scheletrici presi in esame. Utili ulteriori approfondimenti diagnostici (ulteriori proiezioni radiografiche) al miglioramento delle condizioni cliniche, qualora clinicamente ritenuto opportuno (MAI FATTE).  Ricoverato al reparto di ortopedia il 23 luglio 2014 subivo un intervento (Incisione regione volare polso, dieresi delle parti molli, si reperta la frattura e previa riduzione si stabilizza con placca e viti. Sutura a strati e medicazione a piatto. Parliamo a livello radiale).
Faccio presente che chiedevo all’anestesista durante la visita pre operatoria le modalità e le parti da operare, la stessa rispondeva che sarebbero passati i medici. Il 23 come se niente fosse stato chiesto, venivo portato in sala operatoria ed operato al polso (invece lo scrivente aveva sentito alla tibia) ed ingessato e immobilizzato alla gamba destra. Dopo circa 2 giorni riscontravo un gonfiore nella zona del polso operato e vari ematomi. In quel momento passava il fisioterapista che si accorgeva della porte che stava diventando nera ed apriva la fasciatura. Sorpresa, mi era stato messo un tutore per bambini, infatti lo stesso fisioterapista contattata l’infermiera costruiva un tutore fortuito, in quanto sentivo l’infermiera che non erano provvisti di detto tutore.
Dopo alcuni giorni venivo dimesso, senza alcuna fisioterapia e mandato a casa con appuntamento per controllo il 26 agosto 2014. Immobilizzato nel letto con spostamenti in autoambulanza.
Trascorso questo periodo ritornavo in ospedale per togliere i punti dal polso e il tutore che mi aveva ormai bloccato anche le dita della mano. Alla gamba nulla, in quanto non vi era miglioramento, anzi, senza callo osseo. Rinviato al 26 settembre 2014.
Inizio la fisioterapia al polso, ma il fisioterapista riscontrava serie difficoltà nella riabilitazione. Il 26 settembre ritorno all’ospedale sempre con autoambulanza, qui il dottore guarda i nuovi RX e anche senza alcun consolidamento ne formazione di callo osseo calcola i giorni passati e toglie parte del gesso liberando il ginocchio, dicendomi di iniziare a muovere l’arto liberato. Riferendomi che tra 20gg mi avrebbe tolto anche l’altro gesso. Faccio presente del polso, delle difficoltà riscontrate dal fisioterapista e del dolore, ma lo stesso risponde tutto OK ormai il polso è in via di guarigione. Lo stesso giorno contatto un ortopedico e guardando gli RX mi dice di non muovermi assolutamente dal letto in quanto rischiavo seri danni vista la mancanza di callo osseo e senza alcun miglioramento.
Preoccupato e con l’aiuto dei familiari mi faccio coraggio e con l’apposita assistenza mi trasferisco a milano per via aerea. Arrivato al pronto soccorso del gaetano pini provvedevano immediatamente ad eseguire gli RX del caso a gamba e polso. Immediatamente mi ricoverano e mi comunicavano che non essendoci stati miglioramenti si doveva eseguire riduzione cruenta di frattura di tibia e fibula con fissazione interna, eseguita il 13.10.2014 e contemporaneamente riduzione incruenta di frattura di radio e ulna senza fissazione interna (eseguita a seguito di visita di un chirurgo della mano del gaetano pini).
Inizio fisioterapia all’ospedale stesso, in quanto non riuscivo più a stare in piedi (senza più muscolatura nelle gambe) visti i 3 mesi che l’ospedale di Palermo mi aveva condannato nel letto.
Dimesso rientravo a Palermo e visti i continui dolori al polso, contattavo un chirurgo della mano di Milano (dell’ospedale san giuseppe) che visitandomi disponeva immediatamente TAC e RM, comunicando al mio medico di base quanto segue: il paziente presenta una immobilità totale del polso sinistro, in esito di trauma del luglio scorso (ora siamo al 18 novembre 2014). La RX non è dirimente su scafoide e semilunate, per arto impattati sul radio. Lo stesso dottore mi riferiva che pur con tutti gli RX fatti nessuno si era accorto di tale situazione.
Infatti i centri radiologici ricopiava per esteso quanto scritto la prima volta dall’Ospedale di Palermo (per tale motivo penso di perseguire legalmente anche tali centri).
A tale domanda chiedo allo stesso cosa rischio: allo stato attuale non potrò più avere tutti i movimenti della mano, riesco solo ad aprire e chiudere le dita. Inoltre, mi riferiva che se è quello che pensa lui dovrà togliere delle parti ossee per recuperare parte del movimento perso, sempre che si riesca a recuperare.
Dottore, Le evidenzio che l’ingessatura mi ha portato all’aspettativa, essendo appartenente alle forze di polizia e ad oggi rischio di essere riformato per il danno al polso. Attendo data per il terzo intervento.
Mi scuso per eventuali errori grammaticali, ma ho scritto con una mano e velocemente,
Grazie per l’attenzione