Indennità di accompagnamento.

Domande e risposteCategoria: Invalidità civileIndennità di accompagnamento.
Anonimo ha scritto 7 anni fa
Preg. mo Avvocato, dispiace infastidirLa però la vicenda che mi accingo a descrivere è molto seria ed impellente. Mia parente * già maggiorenne*nel 1980 conseguì pensione di reversibilità della madre ( a suo carico e convivente ) ai sensi dell’art. 82 D.P.R. 1092/73 ” in quanto inabile a ogni proficuo lavoro” con certificazione dell’Uff. Sanitario com.le per il disposto dell’art. 194; detto certificato, dopo l’elenco delle malattie, attesta: “tenuto conto della natura eminentemente cronica delle malattie…, dette malattie e la relativa invalidità assolutapertanto senza indicazione di percentuale ) e permanente, ascrivibile alla 2^ Categ.  della L. 313/’68, debbono ritenersi antecedenti …al decesso. A seguito dell’aggravamento sensibile delle condizioni fisiche della paziente ( oggi 83enne!)  il medico di famiglia ha redatto certificato ( trasmesso ma non ancora corredato della relativa domanda ) pere richiedere l’indennità di accompagnamento ex lege 104 e nel medesimo ha riportato ” GIA’ INVALIDA AL 100%” perchè, a suo dire, il certificato di cui innanzi equivarrebbe a detta percentuale. E’ insorta però perplessità per la quale, ove mai la Commissione dovesse non solo non accordare l’indennità ma addirittura annotare  percentuale d’invalidità inferiore al 100% ( a seguito di tutte le false invalidità emergenti e del decadimento del principio di certezza del diritto ) potrebbe essere messa sub judice la legittimità della riferita pensione di reversibilità ( ormai riscossa da circa 37 anni ), con conseguente revoca. Pertanto dal suo autorevole parere, si chiede se:1)- è fondato il riferito rischio, per cui sarebbe preferibile non dare corso alla relativa domanda e lasciare decadere il certificato medico; 2)- ci sono cautele da adottare, se si quali ( ad es. non fare menzione nell’eventuale certificato medico sostitutivo ) della pregressa pensione e relativa certificazione illo tempore prodotta; 3)- nel caso ricorra la cautela di cui al p.2 la Commissione, eventualmente avuto ” sentore “del certificato inviato, potrebbe rivolgere domanda chiarificatrice con richiesta della relativa documentazione, ergo certificato compreso; 4)- ogni altra eventuale segnalazione ritenuta  utile e pertinente. E’ necessario chiarire altresì: a)- che non sono assolutamente ipotizzabili ” graziose ” concessioni della riferita certificazione del D.P.R . 1092 e relativa pensione; b)- il medico, nel recente certificato, non ha espressamente indicato la richiesta dell’indennità di accompagnamento perchè, a suo dire, oltre la riferita invalidità e le patologie riportate, non può che esserci l’indennità di accompagnamento ( del quale indiscutibilmente la paziente necessita ); c)- il CAF alla prima richiesta d’invio della domanda, ha richiesto copia del precedente * verbale * di concessione che, come visto, è mero certificato monocratico, che pertanto dovrebbe essere esibito, all’eventuale prossima richiesta di invio della domanda, in sostituzione del primo.
Voglia gradire ringraziamenti e vivissime cordialità      Giuseppe 
1 Risposte
Dott. Silvio Savoia ha risposto 7 anni fa
Salve.
In primis, sono medico-legale e non avvocato.
Non consiglierei di agire. Meglio lasciare tutto com’è essendo oggi molto restrittivo l’orientamento delle commissioni. Va poi rappresentato che l’indennità d’accompagnamento viene concessa ai sensi della legge 18/80 e non ex legge 104.
Cordialmente
Dott. Silvio Savoia