Diagnosi di sospetto tumore in un esame rx

Domande e risposteCategoria: Cause di malasanitàDiagnosi di sospetto tumore in un esame rx
Anonimo ha scritto 5 anni fa

Salve,vorrei mantenere se possibile l’anonimato, e sarei grato di un parere. In passato mi e’ stato diagnosticato un tumore. Nella clinica dove fu fatta la diagnosi e stabilita la terapia, giunsi dopo due settimane dalla manifestazione dei sintomi (febbre e forti sudorazioni), discontinue, in cui non feci alcuna terapia antibiotica. Fu mia la scelta di non assumere antibiotici, senza metterne a conoscenza i medici. La prima diagnosi di sospetto tumore in un esame rx fu fatta sulla base della convinzione che fosse stata con insuccesso tentata una terapia antibiotica. Successivamente ogni decisione medica successiva fu viziata da questo iniziale falso presupposto, che i sintomi ed i dati clinici e radiografici della patologia fossero resistenti agli antibiotici.Nella clinica non fu tentata una verifica, ma si passo dopo ca 32 giorni dalla manifestazione dei sintomi, di fatto trascorsi senza alcuna terapia, alla chemioterapia, che cambio repentinamente il quadro clinico della situazione. Successivamente alla chemioterapia furono fatte verifiche su organi e linfonodi che prima della chemioterapia sembravano compromessi, e nonostante non dessero risultati di positivita’, la milza asportata era indenne, si stabili’ un protocollo medico molto aggressivo da stadio avanzato. Ritengo che non sia improbabile che il falso presupposto iniziale dell’aver fatto uso di antibiotici, non verificato, abbia condotto ad una ingiustificata sovrastadiazione del tumore e forse data la possibile ambivalenza dell’unico reperto anatomopatologico, che avrebbe potuto avere origine non neoplastica, persino nell’aver giudicato tumore cio’ che non lo era, con conseguenze devastanti sul piano terapeutico, non giustificate. Secondo voi potrebbe il mio caso investire la responsabilita’ dei medici dal punto di vista giuridico? Grazie, saluti cordiali
Antonio