Decesso per ictus

Anonimo ha scritto 8 anni fa

Gentile dottore,si tratta di un caso di malasanità, in sintesi: mio padre è morto di ictus nel 2005, un giorno si recò dal suo medico di famiglia perché accusava già, da due settimane, diplopia discontinua, continui sbandamenti nella deambulazione e malessere generale. Il medico non lo visitò, non gli prescrisse una terapia, non gli consigliò niente di niente, gli prescrisse visita neurologica e oculistica. Da premettere che mio padre era affetto da ipertensione da moltissimi anni, nel tempo ci sono stati episodi con picchi di pressione a 220 e ricorso al pronto soccorso, colesterolo e trigliceridi fuori norma, aveva 85 anni… era un soggetto a rischio, non gli aveva mai prescritto farmaci per tenere nei livelli accettabili i valori di colesterolo e trigliceridi e tantomeno la cardioaspirina per l’ipertensione. Idem fece un neurologo dell’ASL qualche giorno dopo, si limitò alla prescizione della RMN. Dopo circa due settimane dall’incontro col suo medico, una mattina al risveglio si sentì male, la moglie e i figli chiamarono subito il suo medico sia per telefono che personalmente (lo studio dista 100 metri dall’abitazione) ma lo stesso intervenne solo in tarda mattinata, fu trasportato all’ospedale col 118 e ricoverato in neurologia. Al medico erano stati descritti sin dal mattino i disturbi che accusava mio padre, un occhio semichiuso e una parte del corpo paralizzata, unitamente ad una generale situazione di malessere ed astenia poi le condizioni continuarono ad aggravarsi in modo allarmante, emiparesi anche della bocca e difficoltà nella favella, unitamente ad una completa chiusura di un occhio. In ospedale fu visitato solo alle 13.30 e anche qui c’è stato un pò di caos, la TAC era negativa, la risonanza era fuori servizio, i medici cincischiavano, non erano d’accordo sul da farsi, etc, etc., …….. per farla breve nel giro di 10 giorni dal ricovero mio padre è deceduto.Io e i miei fratelli presentammo un esposto alla procura chiedendo di accertare eventuali comportamenti penalmente rilevanti dei medici suddetti e di quelli dell’ospedale. Il PM incaricò un CTU il quale non ravvisò colpa medica ed il caso stava per essere archiviato, poi fu presa in considerazione la ns. opposizione ed il PM affidò l’incarico ad un altro medico il quale ci dette ragione ribaltando completamente la relazione del collega precedente e ci fu il rinvio a giudizio del medico di famiglia e del neurologo dell’ASL. Successivamente il Giudice fece richiesta di una ulteriore perizia la quale ci vede soccombenti in quanto da ragione al primo consulente e torto al secondo. Fra due mesi circa ci sarà l’udienza e quasi sicuramente la sentenza sarà a noi sfavorevole. Noi, per affiancare il PM, siamo stati costretti ad affidarci ad un legale per costituirci parte civile, non abbiamo una perizia di parte, cosa che invece hanno i medici indagati. Nell’esposto e nell’opposizione all’archiviazione, chiedemmo al PM di far periziare il caso da medici legali di un’altra regione, ma non siamo stati ascoltati. Hanno relazionato invece gli amici, di vecchia data, dei medici indagati e di conseguenza, lo dicevamo ancor prima che tutto ciò accadesse, non potevano infierire sull’operato dei loro colleghi e amici e davamo quindi per scontato l’epilogo della vicenda. Il medico che ci aveva dato ragione invece non è amico dei medici indagati e neanche dei consulenti del Tribunale.Chiedevamo semplicemente giustizia ed invece, questo è l’esempio lampante di come la malasanità si trasforma in malagiustizia, è vergognoso, desolante, mortificante, al danno si aggiunge la beffa.Io e i miei fratelli speriamo comunque nella fede che ci accompagna sempre e ad essa ci aggrappiamo, sappiamo bene che la giustizia divina un giorno non sarà un bleff e non potrà essere viziata da compromessi e complicità.Come detto noi non abbiamo una perizia di parte perché oltre ad essere costosa, non troviamo nessun medico disposto pur senza conoscere il caso, a mettersi contro i CTU e i medici indagati anch’essi importanti e noti nella ns. città.Occorre un perizia di un medico legale serio, preparato e coscienzioso che dimostri la negligenza, la superficialità, l’imprudenza e l’imperizia dei medici indagati e dei medici dell’ospedale.
Cordialmente.
Arturo