Causa contro Compagnia Assicuratrice

Domande e risposteCategoria: Infortunistica stradaleCausa contro Compagnia Assicuratrice
Anonimo ha scritto 7 anni fa

Sono in causa contro una Compagnia Assicuratrice per un sinistro accaduto il 13/12/2003, dopo tante vicissitudini finalmente i CTU incaricati dal Giudice (un ortopedico ed un neurochirurgo) hanno redatto la loro bozza della relazione medico legale; mi sorgono alcuni dubbi che inciderebbero sull’entità del risarcimento, infatti i CTU, nelle loro conclusioni scrivono:
“nell’incidente stradale del 13.12.2003, …….. Andrea ha subito le seguenti lesioni : trauma cranio-facciale con frattura delle ossa proprie del naso, e ferite lacero-contuse al viso, frattura pluriframmentaria talamica del calcagno e frattura del malleolo mediale a destra, frattura parcellare della base della prima falange del pollice destro, contusioni multiple. ==================================
Le stesse lesioni non sono incompatibili con l’uso corretto delle cinture di sicurezza. ==
A causa delle lesioni subite il 13.12.2003, l’infortunato ……… ha patito un periodo di novanta giorni di inabilità temporanea totale (di cui sei giorni di ricovero ospedaliero) ed un periodo di altri novanta giorni di inabilità temporanea parziale al 50%. ==========
Le lesioni riportate il 13.12.2003 sono giunte a stabilizzazione clinica con i seguenti postumi: talalgia ed importante rigidità delle articolazioni del retro-mesopiede in esiti di frattura del malleolo tibiale e di frattura talamica del calcagno destro trattata chirurgicamente con mezzi di osteosintesi in situ, lieve limitazione funzionale del pollice destro in esiti di frattura della base della prima falange, stenosi relativa delle cavità nasali in esiti di frattura del setto con lieve deviazione della piramide, cicatrici di rilevanza estetica; epilessia post-traumatica di tipo generalizzato, necessitante di trattamento farmacologico e con frequenza di crisi di circa un episodio ogni due mesi. ==========
Questi postumi rivestono carattere di permanenza e si rendono responsabili per ……….. Andrea di un danno biologico complessivo ( = danno alla integrità fisica, danno alla vita di relazione ed alle attività ludiche e del tempo libero e danno alla efficienza estetica) valutabile nella misura complessiva del 27% (ventisette per cento). ===============
A causa delle menomazioni descritte sopra ed a causa dei sintomi e dei deficit che ne sono conseguiti, al ………… non è derivata una riduzione delle capacità lavorative nella sua usuale attività o in altre attività consimili, compatibili con le sue attitudini e con la sua preparazione professionale. ========================================
Le spese mediche di diagnosi, di cura e di riabilitazione, quali documentate in atti, sono compatibili con le lesioni riportate il 13.12.2003 e sono congrue. ================”.
La mia anamnesi patologica remota è: “appendicectomia all’età di 10 anni; nel 1997, a seguito di incidente stradale, ha subito un trauma cranio-facciale ed encefalico (frattura del frontale, lacero-contusioni cerebrali frontali sn, frattura del seno frontale, frattura del tetto dell’orbita sn. emoseno fronto-mascellare) per cui fu curato in ambiente Neurochirurgico. Sono occorsi episodi di meningite (rispettivamente, nel 2000 – ricovero ad ……….. – e nel novembre del 2002 – ricovero presso la divisione di Malattie Infettive all’ospedale ……………); nel gennaio del 2003, venne messa in evidenza una fistola liquorale per la quale fu operato in un ospedale di ………… tramite craniotomia frontale.”
A marzo del 2006 la Commissione Medica Provinciale per l’accertamento dell’invalidità civile verbalizza: “……..Andrea…omissis… dati anamnestici e obiettivi rilevanti: il paziente accede alla visita medica da solo riferisce incidente stradale nel 1997 e nel 2003, con trauma cranico del massiccio facciale. Assumerebbe terapia con Tegretol per 3 episodi di epilessia post-traumatica sempre in coincidenza di rialzi febbrili. Attualmente lamenta nei movimenti del collo e del piede destro “sensazione di cali di pressione”. E.O.: paziente collaborante, orientato nel tempo e nello spazio, non segni di psicopatologia in atto, altezza 183 cm, peso 90 Kg, cicatrice post-trauma in regione frontale coperta dai capelli, perdita parziale dell’orecchio sinistro. Deambulazione cambi posturali autonomi, limitazione funzionale dei movimenti del rachide cervicale e dell’art. tibio-tarsica destra in piede piatto. La Commissione ha accertato la seguente patologia: epilessia codice 2001, esiti di politrauma codice 7002. Rivedibile tra 5 anni. La Commissione certifica che il richiedente è riconosciuto: invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74%: 76%” e che una relazione medico-sportiva redatta il 1″ febbraio 2007 presso l’Ambulatorio di Medicina dello Sport di ………….: “Il sig. Andrea ………….. …omissis… è giunto per la prima volta alla mia osservazione in data 11/01/2007 per una valutazione specialistica riguardante la possibilità di svolgere attività motoria. Da quanto mi è stato dato osservare, appare evidente che il paziente soffra attualmente di una limitazione di grado severo delle proprie capacità motorie.
In particolare ho potuto osservare come la stessa marcia, condotta su nastro trasportatore in piano e velocità di 2 Km/h ha causato, dopo circa un minuto di esercizio, dispnea inappropriata e sintomi compatibili con aura epilettica. Inoltre il paziente ha lamentato il rapido aggravarsi del dolore al piede destro. Per confronto, la velocità spontanea del sedentario sano e nell’ordine di 3-6 Km/h. tale limitazione rende il paziente inidoneo a praticare attività sportiva, intesa come combinazione di esercizio e competizione, e rende inoltre di fatto sconsigliabile lo svolgimento di attività motoria. Eccezione di nota, la kinesiterapia risulta consigliabile. ….omissis… in conclusione, in base alla visita da me eseguita, agli esami portati in visione, e a quanto dichiarato in anamnesi, ritengo che il Sig. Andrea ……….. soffra attualmente di limitazione funzionale di grado severo”.
Un precedente CTU incaricato dal Giudice sostituito per dubbi sul fatto che escludeva anche un nesso causale tra l’insorgere dell’epilessia emersa solo dopo l’ultimo incidente e l’ultimo incidente ed attribuiva il 22% di danno biologico contro i 24% attribuito dal CT di parte dell’assicurazione (valutazione fatta prima dell’insorgere dell’epilessia) ed il 45% del CT di parte del sottoscritto; scriveva nelle conclusioni: “Tali esiti di carattere permanente appena sopra considerati non incidono sulla capacità produttiva del sig. …………. ma sulla cenestesi lavorativa poiché le menomazioni residuate rendono necessario maggior impegno, maggior esauribilità e tempi di recupero più lunghi nell’espletamento di tale attività.
Gentilmente chiedo di conoscere un Vostro parere sulla valutazione e sopratutto sul fatto che non mi sia stata riconosciuta una riduzione sulla capacità lavorativa (sino al 31/12/2005 svolgevo l’attività di intermediario assicurativo che comporta anche attività di visita ai clienti, disbrigo di pratiche presso gli uffici etc…). Chiedo inoltre di conoscere la differenza, se esiste, tra riduzione della capacità lavorativa e cenestesi lavorativa Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e con l’occasione porgo i più distinti saluti.
Andrea