malasanità ospedaliera

Domande e risposteCategoria: Cause di malasanitàmalasanità ospedaliera
Anonimo ha scritto 4 anni fa

Salve, il mio quesito: Ho avuto un incidente il 21 luglio 2014 ed ho riportato rottura di tibia e perone dx e polso sx. Ricoverato venivo operato al polso sx ed ingessato e immobilizzato alla gamba e dimesso. Ogni mese ero costretto ad andare in ospedale con autoambulanza ed ogni mese eseguivo rx sia del polso che della gamba. Per i primiun tutore esterno realizzato dal fisioterapista del reparto in quanto in sala operatoria avevano inserito un tutore per bambini. Dopo circa due mesi e mezzo mi veniva tolto parte dall’ingessatura liberando il ginocchio. Ma senza che il callo osseo si fosse formato, quindi un forte rischio che l’osso della tibia si spostasse. Vista la situazione mi spostavo immediatamente al nord dove riscontato il non consolidamento subivo intervento chirurgico con l’inserimento di una placca metallica. Inoltre riscontravano che il polso era totalmente bloccato, procedendo all’immobilizzazione durante l’intervento, ma senza risultato. Faccio presente che per la lunga immobilizzazione perdevo la sensibilità anche nell’altra gamba non riuscendo più a stare in piedi. Trascorrono così tre mesi e mezzo. Non convinto del polso mi recavo in un istituto di chirurgia della mano e riscontravano problemi al polso ed in particolare lo scafoide impattato all’ulna. In programma un intervento con il rischio di togliere alcune ossicina per poter riottenere il movimento della mano all’80%. Attendo gentile riscontro. Grazie